Un italiano su due si informa online: il web sorpassa la TV
Internet ha superato ufficialmente la televisione come principale mezzo di informazione per gli italiani. Lo conferma l’Osservatorio sul sistema dell’informazione pubblicato da AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella sua edizione 2025.
È un dato che segna un vero punto di svolta: nel 2023, per la prima volta, la televisione è scesa al 46,5% come mezzo usato per informarsi, contro un 50% di cittadini che si affida al web. Un trend confermato anche nel 2024 e destinato a consolidarsi.

Il web è il nuovo punto di partenza per chi cerca notizie
Secondo AGCOM, il 50,5% degli utenti iscritti a un social network dichiara di scoprire le notizie prima attraverso i social che tramite altri canali. Anche motori di ricerca, siti di testate online e app di quotidiani giocano un ruolo importante.
Nel frattempo, i media tradizionali continuano a perdere terreno: solo il 17% legge quotidiani cartacei, e appena il 6,6% dichiara di avere un abbonamento digitale.
Anche la radio è in calo, con un 13,3% di ascolto a scopo informativo.
È interessante notare che circa un quarto dei cittadini si informa ancora attraverso le versioni digitali dei media editoriali tradizionali. E che il passaparola, sebbene più difficile da misurare, gioca ancora un ruolo significativo nella diffusione delle informazioni.
Il digitale domina tra i giovani, ma la fiducia resta un tema delicato

Il rapporto tra generazioni e informazione è un aspetto cruciale. I più giovani si affidano quasi esclusivamente al web, preferendo un solo canale (di solito i social media), mentre gli over 65 mostrano un approccio più diversificato, spesso affiancando i mezzi tradizionali al digitale.
Tuttavia, la fiducia nei mezzi digitali resta più bassa rispetto a quella riposta in televisione, radio e carta stampata. Il 65,6% della popolazione dichiara un livello moderato o alto di fiducia almeno in un mezzo di informazione, ma quasi un terzo afferma di non fidarsi delle notizie provenienti dai social o dalle piattaforme video.
In particolare, solo il 2,2% degli italiani considera affidabili gli influencer, dato che sale leggermente (ma resta basso) tra i giovani dai 14 ai 24 anni, al 4,6%.
Perché questo tema riguarda anche le imprese
Questi dati non riguardano solo i media o il giornalismo. Riguardano anche le imprese e il loro modo di comunicare. Se oggi metà della popolazione si informa online, è evidente che la presenza digitale non può più essere considerata un extra, ma una componente centrale di qualsiasi strategia di comunicazione.
Essere visibili sul web, lavorare con contenuti affidabili, curare la propria reputazione online, significa farsi trovare nel posto dove sempre più persone – clienti, fornitori, partner – cercano informazioni ogni giorno.
E no, non basta esserci “a caso”. Proprio perché c’è ancora poca fiducia in ciò che si legge online, le aziende che investono in contenuti chiari, trasparenti e ben posizionati hanno un vantaggio competitivo. Perché comunicano meglio e generano più fiducia.
Fonte
Dati tratti dall’Osservatorio sul sistema dell’informazione – AGCOM, edizione 2025 - Leggi qui l'articolo.